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3 days ago

Siamo coerenti. Come con il Governo Draghi, anche con il nuovo governo non ci tiriamo indietro e abbiamo invitato CGIL e CISL a mobilitarci!La manovra strizza l’occhio a chi evade e non dà risposte ai lavoratori e ai pensionati duramente colpiti dall'inflazione. La perdita del loro potere d’acquisto è una vera e propria emergenza che impone un intervento immediato. Serve detassare le tredicesime, gli aumenti contrattuali e la contrattazione di secondo livello, insieme al taglio del cuneo fiscale. Sono questi i punti di partenza per realizzare gli obiettivi delle nostre piattaforme su precarietà e sicurezza, riforma fiscale e welfare. Siamo pronti e pronte ad andare nei territori, nei posti di lavoro e ad utilizzare ogni strumento a nostra disposizione per far cambiare rotta a questo governo!Lo abbiamo ribadito in questa intervista su La Notizia:𝐈𝐥 𝟗 𝐧𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝐚𝐯𝐞𝐯𝐚𝐭𝐞 𝐢𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐆𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨. 𝐏𝐢𝐞𝐫𝐩𝐚𝐨𝐥𝐨 𝐁𝐨𝐦𝐛𝐚𝐫𝐝𝐢𝐞𝐫𝐢, 𝐥𝐞𝐚𝐝𝐞𝐫 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐔𝐢𝐥, 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐚𝐯𝐞𝐯𝐚𝐭𝐞 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐫𝐢𝐭𝐞𝐧𝐞𝐭𝐞 𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐝𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐭𝐚𝐭𝐢?"Avevamo posto sul tavolo un'emergenza: quella di recuperare il potere d'acquisto di lavoratori dipendenti e pensionati. Avevamo proposto al governo di fare alcune scelte chiare. La prima: intervenire sul cuneo fiscale, su cui pare sia d'accordo anche Confindustria, e avevamo chiesto un taglio pari almeno a cinque punti. Poi avevamo proposto misure dirette come la detassazione della tredicesima, funzionale a spingere i consumi, e quella sugli aumenti contrattuali, che avrebbe aiutato la chiusura delle trattative sul rinnovo dei contratti. Avevamo chiesto anche la detassazione della contrattazione di secondo livello, necessaria ad aumentare competitività e produttività. Ma su tutto questo non abbiamo avuto risposte" 𝐄 𝐚𝐥𝐥𝐨𝐫𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐬𝐢 𝐟𝐚, 𝐬𝐢 𝐭𝐨𝐫𝐧𝐚 𝐢𝐧 𝐩𝐢𝐚𝐳𝐳𝐚?"Noi abbiamo proposto a Cgil e Cisl un percorso di mobilitazione sui territori e posti di lavoro perché pensiamo che sia necessario sensibilizzare lavoratori e lavoratrici sul fatto che c'è una discussione che riguarda non solo la Manovra ma anche le tre grandi piattaforme che abbiamo presentato al precedente governo e a questo. Una è il lavoro, col tema della precarietà e della sicurezza - perché vorrei ricordare che oggi muoiono troppe persone sul lavoro in questo Paese - l'altra la riforma fiscale e la terza il welfare. Noi pensiamo che la mobilitazione sul territorio serva a sensibilizzare sull'esigenza di continuare a lavorare per cambiare le cose e per avere risposte dal governo. Abbiamo proposto agli altri sindacati di fare questa mobilitazione utilizzando tutti gli strumenti a disposizione del sindacato".𝐈𝐧𝐜𝐥𝐮𝐬𝐨 𝐥𝐨 𝐬𝐜𝐢𝐨𝐩𝐞𝐫𝐨? "La nostra è una proposta di coerenza. Quando c'era stato il governo Draghi noi cominciammo con un percorso di mobilitazione identico a quello che stiamo tacendo (e che si è concluso con uno sciopero, ndr] e che vedeva in prima battuta il coinvolgimento sul territorio e sui posti di lavoro. Poi si possono fare assemblee, esecutivi unitari, incontri in piazza. E anche lo sciopero. Tutti gli strumenti a disposizione del sindacato devono poter essere utilizzati".𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐞𝐫𝐞𝐭𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥'𝐢𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝟕 𝐝𝐢𝐜𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐥 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨? "Presenteremo le nostre proposte nuovamente e avanzeremo le nostre critiche alla Manovra".𝐏𝐞𝐫 𝐞𝐬𝐞𝐦𝐩𝐢𝐨? "Intanto l'innalzamento del tetto dei voucher a 10mila euro ci sembra un fatto grave. Significa negare i diritti contrattuali col rischio di aumentare il caporalato. Significa sancire in alcuni settori - dall'agricoltura alla ristorazione - che sotto i 10mila euro non si applicano i contratti. Un segnale che va in controtendenza rispetto alle esigenze di un mercato del lavoro come il nostro che soffre già per il troppo precariato". 𝐋𝐚 𝐌𝐚𝐧𝐨𝐯𝐫𝐚 𝐚𝐛𝐨𝐥𝐢𝐬𝐜𝐞 𝐢𝐥 𝐑𝐞𝐝𝐝𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐠𝐥𝐢 𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝟖 𝐦𝐞𝐬𝐢. "Due temi che abbiamo posto assieme alle critiche per il superamento del Reddito di cittadinanza sono l'evasione fiscale e le misure sulle pensioni. Crediamo che il condono fatto sulle cartelle di mille curo sia una scelta sbagliata. Lo riteniamo un segnale, assieme a quello sull'aumento del tetto al contante, verso chi le tasse non le paga. Quello che contestiamo è che non solo non c'è una presa di posizione chiara verso alcuni episodi di malcostume. Sono tanti i professionisti che oggi ci offrono di pagare una prestazione meno nel caso in cui non debbano fare la fattura. Ma anche un atteggiamento di tolleranza verso chi evade. E poi c'è il tema del Welfare con Quota 103 che non risolve la legge Fornero ma è solo una finestra o come lo definisco io un ambo secco. E le modifiche gravi a Opzione donna. L'ultima versione della misura prevede d sia un innalzamento dell'età pensionabile da 58 a 60 anni e che l'uscita dal mercato del lavoro per le donne sia legata al fatto di avere uno o due figli. Dopo aver parlato tanto di come si deve declinare la qualifica per Meloni se 'il' presidente del consiglio o 'la' presidente del consiglio questa di Opzione donna ci sembra uno schiaffo in faccia a tutti i temi sulle pari opportunità". 𝐈𝐥 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐡𝐚 𝐩𝐨𝐢 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐭𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐯𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢"Questo e un altro fatto grave. Il governo Draghi aveva messo in conto 14 miliardi di gettito proveniente dalle tasse sugli extra profitti. Questo esecutivo alza l'aliquota al 50% ma poi dice che la misura finisce per interessare solo 7 mila aziende, mentre prima quelle coinvolte erano 11mila. Tanto che ora sono previsti entrate pari solo a 2,2 miliardi. Dunque, questo governo fa sconti alle aziende che hanno guadagnato grandi extra profitti, fa favori a chi non paga le tasse e invece appesantisce per le donne le condizioni per andare prima in pensione e ai pensionati leva un diritto - qual e quello della perequazione - che è stato sancito dalla Corte Costituzionale. Per noi il percorso contributivo mai è stato in discussione ritenendo sacrosanto il principio per cui tanto versi tanto maturi. Ebbene tra gli assegni che saranno penalizzati ci sono tante pensioni contributive e dunque anche lì, non riconoscendo a quei pensionati quanto gli spetta, si viola quel principio legittimo che se tanto hai versato tanto hai maturato". 𝐀𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐧𝐝𝐮𝐬𝐭𝐫𝐢𝐚𝐥𝐢 𝐌𝐞𝐥𝐨𝐧𝐢 𝐡𝐚 𝐝𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐮𝐫𝐛𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐜𝐞. 𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐞𝐯𝐚 𝐝𝐢𝐫𝐞? "Questo bisognerebbe chiederlo a lei. Noi invece abbiamo tutta l'intenzione di disturbare chi produce e chi produce sfruttando il lavoro, massimizzando i profitti e non tenendo in considerazione la dignità dei lavoratori. Il disturbo non è un disturbo se si tratta di rivendicazione di diritti e di principi inalienabili quali quelli di una giusta retribuzione o di una pensione maturata nel corso degli anni". 𝐏𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐨 𝐒𝐭𝐫𝐞𝐭𝐭𝐨. 𝐄̀ 𝐧𝐞𝐜𝐞𝐬𝐬𝐚𝐫𝐢𝐨? "lo sono keynesiano e quando sento parlare di grandi investimenti dico sempre che va bene ma poi mi chiedo come ci si arriva al Ponte: con una Statale 106 impraticabile? con una linea ferroviaria unica e che tra un po' avrà bisogno dei treni a carbone? con le strade dissestate? Insomma, con un sistema di infrastrutture disastroso? Non ho nessuna pregiudiziale contro il Ponte però se si inserisse in un contesto omogeneo. Se io debbo fare il Ponte ma poi per andarci devo utilizzare gli asini, anche no grazie". ... See MoreSee Less
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5 days ago

CONVENZIONE UIL RUA Nazionale, IRASE Nazionale e Università Telematica degli Studi IUL Le competenze del #docente (5 CFU D.M. 108 del 28.04.2022)Il corso è rivolto ai candidati vincitori del #Concorso Straordinario bis, collocati in posizione utile nelle graduatorie, che avranno l’obbligo di seguire un percorso di formazione universitario entro il primo anno di assunzione. Oltre a garantire l’ottenimento dei 5 CFU, il corso consente anche allo #studente di prendere coscienza delle competenze del profilo professionale proprio del docente. ... See MoreSee Less
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6 days ago

PierPaolo Bombardieri su ReStart (28/11/22) ... See MoreSee Less
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3 weeks ago

Sul piano delle pensioni, le persone hanno bisogno di certezze. E queste non ci sono se a ogni cambio di governo cambiano le regole per il pensionamento. A nostro parere è buon senso permettere a chi lavora da 41 anni di andare in pensione a prescindere dall’età anagrafica. E’ una manovra costosa, ma sostenibile. Basta decidersi a tassare gli extra-profitti al 35% anche delle aziende non energetiche. In più occorre separare previdenza e assistenza. Sarebbe un'operazione che sposterebbe tre punti percentuali di Pil e ci riporterebbe in linea con la spesa media europea. Lo abbiamo spiegato in questa intervista al Quotidiano Nazionale: 𝐒𝐞𝐠𝐫𝐞𝐭𝐚𝐫𝐢𝐨, 𝐢𝐥 𝐜𝐚𝐧𝐭𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞̀ 𝐮𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐨. 𝐂𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐬𝐢 𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚?«Non so che cosa voglia fare il governo, mi limito a registrare che ci sono tante proposte. Forse troppe. Noi, invece, pensiamo che sia necessaria una riforma strutturale, attenta ai giovani che fanno lavori precari e che devono poter contare su una pensione di garanzia domani, che dia risposte alle donne, i cui problemi sono spesso avvolti dalla retorica delle pari opportunità. Così come pensiamo che bisogna studiare una flessibilità in uscita a partire dai 62 anni». 𝐐𝐮𝐨𝐭𝐚 𝟏𝟎𝟐, 𝐜𝐢𝐨𝐞̀ 𝟔𝟒 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐞𝐭𝐚̀ 𝐞 𝟑𝟖 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐭𝐢, 𝐯𝐨𝐥𝐮𝐭𝐚 𝐝𝐚 𝐃𝐫𝐚𝐠𝐡𝐢 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐪𝐮𝐨𝐭𝐚 𝟏𝟎𝟎, 𝐞̀ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐮𝐧 𝐟𝐥𝐨𝐩. 𝐄𝐩𝐩𝐮𝐫𝐞, 𝐬𝐢 𝐭𝐨𝐫𝐧𝐚 𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞 𝐥𝐞𝐠𝐚𝐭𝐞 𝐚𝐥𝐥'𝐞𝐭𝐚̀ 𝐞 𝐚𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐭𝐢.«Abbiamo sempre detto che le quote non danno risposte adeguate. Le persone hanno bisogno di certezze, non si possono cambiare le regole continuamente. Lo abbiamo visto sul campo: quota 102 è stato un fallimento perché era come fare un ambo secco, centrare l'esatta combinazione di due numeri sulla ruota della tua vita». 𝐃𝐚𝐥 𝐯𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐫𝐢𝐦𝐚𝐧𝐞 𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚 𝐥'𝐢𝐝𝐞𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫 𝐥𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝟒𝟏 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐭𝐢 𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐜𝐢𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥'𝐞𝐭𝐚̀? «Assolutamente sì. Non puntiamo su altre combinazioni». 𝐏𝐞𝐫𝐨̀ 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐢𝐝𝐝𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐪𝐮𝐨𝐭𝐚 𝟒𝟏 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐞𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐭𝐫𝐨𝐩𝐩𝐨. 𝐄, 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐞 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐬𝐜𝐫𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢, 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐜𝐢 𝐬𝐚𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐢𝐧 𝐜𝐚𝐬𝐬𝐚 𝐚𝐩𝐩𝐞𝐧𝐚 𝐮𝐧 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐝𝐨. 𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐢 𝐟𝐚? «Occorre fare un ragionamento complessivo. Stranamente, dal dibattito attuale, è sparito il tema degli extraprofitti che le aziende, e non solo quelle energetiche, hanno accumulato prima nel periodo del Covid e poi con i rincari delle materie prime. Nessuno parla più ad esempio, del fatto che dei 10 miliardi previsti dal governo Draghi, ne è stato incassato appena uno. Eppure, secondo i nostri calcoli, se tassassimo al 35% gli extraprofitti delle imprese, in linea con quello che ci chiede l'Europa, avremmo altri 14,5 miliardi da aggiungere ai 20 previsti dal governo. Perché non se ne parla?»𝐑𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐢𝐥 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐬𝐩𝐞𝐬𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚 𝐚 𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐫𝐞 𝐭𝐫𝐨𝐩𝐩𝐨... «Noi siamo pronti a discutere sulla sostenibilità economica del sistema. Ma rivendicando con forza la separazione fra assistenza e previdenza. Un'operazione che sposterebbe tre punti percentuali di Pil e ci riporterebbe in linea con la spesa media europea». 𝐈𝐧 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐬𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐟𝐫𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐚𝐬𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐢𝐥 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐡𝐚 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐦𝐢𝐫𝐚 𝐬𝐮𝐥 𝐫𝐞𝐝𝐝𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚. 𝐍𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐠𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐟𝐫𝐚 𝐩𝐨𝐯𝐞𝐫𝐢? «Il rischio c'è ed è reale. Soprattutto se si evita di guardare dove le risorse esistono e si possono prendere. Il reddito va modificato ma non si può negare che ha dato risposte a tanta gente che sta sotto la soglia della povertà. Oltre alla sostenibilità economica bisogna considerare anche la sostenibilità sociale della prossima manovra economica». 𝐆𝐥𝐢 𝐢𝐧𝐝𝐮𝐬𝐭𝐫𝐢𝐚𝐥𝐢, 𝐩𝐞𝐫𝐨̀, 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐬𝐮𝐥 𝐜𝐮𝐧𝐞𝐨 𝐟𝐢𝐬𝐜𝐚𝐥𝐞. «Per una volta siamo d'accordo. Noi siamo andati in piazza per chiederne ¡I taglio un anno fa, con uno sciopero generale anche sofferto. Ma continuiamo a sostenere che la riduzione deve andare tutta a favore dei lavoratori, Le aziende hanno già avuto tantissimi aiuti economici». 𝐈𝐧 𝐠𝐢𝐨𝐜𝐨 𝐞̀ 𝐭𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐚 𝐟𝐥𝐚𝐭 𝐭𝐚𝐱. 𝐄̀ 𝐝’𝐚𝐜𝐜𝐨𝐫𝐝𝐨? «La nostra Costituzione ha fissato la progressività del sistema fiscale. Non riesco a capire cosa ci sia di progressivo nel fatto che un lavoratore dipendente deve pagare fino al 46% di tasse e un lavoratore autonomo solo il 15% con un fatturato che può arrivare, si dice, a 85mila euro. Sarebbe meglio intervenire sull'evasione fiscale che ha raggiunto 100 miliardi di euro». 𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐚𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐢 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐢 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐝𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚-𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨? «Nella scorsa legislatura ci siamo confrontati con tre governi. Anche questa volta valuteremo l'esecutivo sulla base dei fatti, senza alcun pregiudizio. Le persone hanno bisogno di certezze, non si possono cambiare le regole continuamente.Il nuovo governo? Nessun pregiudizio: d'altronde per 5 anni abbiamo parlato con 3 maggioranze diverse» ... See MoreSee Less
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3 weeks ago

📢 Il Paese è allo stremo. Adesso occorre pensare alla sostenibilità sociale degli interventi!
📌Noi continuiamo a rivendicare una riforma strutturale che tenga conto delle difficoltà dei nostri giovani, vittime del precariato e che hanno bisogno di poter contare su una pensione di garanzia per il loro domani. 📌Bisogna poi dare risposte concrete alle donne uscendo dalla retorica delle pari opportunità. 📌Infine, basta quote. Serve una flessibilità in uscita a partire dai 62 anni.🗞 Oggi siamo su Quotidiano Nazionale. Ci trovate in edicola. ... See MoreSee Less
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3 weeks ago

Questa sera, dalle 23.30, siamo ospiti di Restart Rai, su Rai 2.Non mancate! ... See MoreSee Less
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3 weeks ago

Durante la pandemia, dinnanzi ad un dramma straordinario, l’UE decise di intervenire con il programma SURE per dare risposte al crescente aumento delle disuguaglianze.Oggi, ancora una volta, stiamo affrontando un periodo difficile perché oltre alle cicatrici lasciate dalla pandemia ci sono equilibri geopolitici diversi che stanno cambiando tutto.C’è allora bisogno di un’Europa sociale, più attenta ai diritti e alla solidarietà, alle persone.Adesso è il momento di utilizzare un nuovo programma SURE per dare risposte a chi soffre e rimane indietro.È questa l’Europa che vogliamo! ... See MoreSee Less
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3 weeks ago

📌 Domani siamo su Mattino 5 news. Ci vediamo alle 9.30 su Canale 5, vi aspettiamo. ... See MoreSee Less
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3 weeks ago

Eccoci Uil c'è ... See MoreSee Less
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